Il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE), al fine di stimolare gli investimenti in beni strumentali nuovi, materiali e immateriali, funzionali alla trasformazione tecnologica e penalizzati dall’emergenza Covid-19, ha prorogato il Piano Transizione Industria 4.0 fino al 2022, prevedendo vari crediti d’imposta.

In particolare per Industria 4.0 2021 è stato previsto un credito d’imposta pari al:

  • 50% per gli acquisti di beni materiali, fino a 2,5 milioni di euro di investimenti;
  • 30 % per gli acquisti di beni materiali, fino a 10 milioni di euro di investimenti;
  • 10 % per gli acquisti di beni materiali, fino a 20 milioni di euro di investimenti;
  • 20% per gli investimenti in beni immateriali (fino ad un massimo di 1 milione di euro di spesa).

1. Industria 4.0: a chi si rivolge

Industria 4.0 è rivolto a tutti i soggetti titolari di reddito d’impresa, incluse le imprese individuali soggette al pagamento dell’ IRI (Imposta sul reddito d’Impresa), con sede fiscale in Italia, indipendentemente dal settore economico di appartenenza.

2. Industria 4.0: quali interventi finanzia

Industria 4.0 finanzia tutti gli investimenti materiali o immateriali che rientrano nei beni strumentali elencati dal Ministero dello Sviluppo Economico in un apposito allegato pubblicato sul sito.

A titolo esemplificativo, ma non esaustivo, i beni strumentali (materiali e immateriali) rientranti nel credito d’imposta sono:

– Macchinari il cui funzionamento è controllato da sistemi computerizzati e/o gestiti tramite opportuni sensori (macchine per la trasformazione dei materiali e delle materie prime, macchine per la manifattura additiva, strumenti e dispositivi per il carico/scarico e pesatura, dispositivi di sollevamento e movimentazione flessibili, ecc.);

– Software, sistemi e piattaforme per l’archiviazione digitale e integrata delle informazioni relative al ciclo di vita del prodotto;

– Software, sistemi e piattaforme di supporto alle decisioni in grado di interpretare dati analizzati e per migliorare la qualità del prodotto e l’efficienza del sistema di produzione.

Rientrano nelle agevolazioni previste da Industria 4.0 gli investimenti effettuati dal 16/11/2020 al 31/12/2021, ovvero entro il 30/06/2022 in caso di ordine accettato con conseguente versamento di un acconto pari almeno al 20 % entro il 31/12/2021.

In aggiunta agli investimenti in beni strumentali materiali e immateriali, il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE), al fine di venire incontro alle società che sostengono costi elevati non solo per acquistare i beni ma anche per formare il proprio personale dipendente all’utilizzo degli stessi, ha introdotto un credito d’imposta per la formazione.

In particolare è previsto il 50% di credito d’imposta a favore delle piccole imprese con il limite massimo di investimento di 300.000 euro, il 40% a favore delle medie imprese con il limite massimo di investimento di euro 250.000 euro e il 30% a favore delle grandi imprese con il limite massimo di investimento di 250.000 euro.
Sono ammissibili le spese relative alle ore di formazione e ai costi di consulenza connessi al progetto di formazione.

3. Industria 4.0: come partecipare

È possibile consultare le disposizioni e presentare domanda di partecipazione a Industria 4.0 direttamente compilando apposita istanza sul sito www.mise.gov.it.

Le fatture e/o tutti gli altri documenti attestanti gli investimenti effettuati devono contenere espresso riferimento alla normativa.

Per i beni immateriali di costo superiore ai 300.000 euro è obbligatorio allegare una perizia tecnica o un attestato di conformità da cui risulti che i beni acquistati possiedono caratteristiche tecniche tali da essere inclusi nell’elenco pubblicato dal Ministero.

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